One day you'll leave this world behind so live a life you will remember

Com’è la vita di una Au Pair?

Com’è la vita di una Au Pair?

Moltissimi di voi mi hanno chiesto come fosse la mia vita qui e che facessi durante le mie giornate, quindi oggi vorrei parlarvi della mia vita qui come au pair.  Io fino a qualche anno fa neanche sapevo cosa fosse una au pair.
Partiamo dall’inizio: come molti di voi sanno io ho studiato lingue all’università e sto per laurearmi, (forse), all’ultimo anno della facoltà per interpreti e traduttori.
Ho deciso di partire e lasciare tutto con il rischio di non trovare più nulla al mio ritorno per due motivi: il mio amore per i viaggi e il mio amore per le lingue e per la scoperta di nuove culture e tradizioni.
Ho deciso di fare questa esperienza perché mi piacerebbe davvero diventare un’interprete e non avendo mai praticato sul serio lo spagnolo, non mi sentivo molto sicura di conoscere questa lingua. Non mi sento sicura al 100% neanche con l’inglese però l’ho praticato molto di più rispetto all’altra.
Comunque cosa fa una au pair, come si diventa una au pair e come si trovano le famiglie?

1. Una au pair si occupa dei bambini. La potremmo definire una baby sitter a tempo pieno (più o meno).
Le classiche au pair svegliano i bambini, gli preparano la colazione, li portano a scuola, li vanno a riprendere, li accompagnano alle attività, li aiutano con i compiti, gli preparano la cena e li mettono a letto.
Io invece mi occupo di sistemare e preparare tutte le borse delle varie attività, li aiuto a fare i compiti, la doccia, cucino e li metto a letto.
Io ho un lavoro “più leggero” perché i miei bambini stanno a scuola tutti i giorni fino alle cinque e il sabato non vanno. Quindi gli faccio trovare la merenda pronta quando tornano a casa e poi li aiuto con le cose che hanno da fare(come vi ho detto prima. Vi posso assicurare che anche se sto con loro per quattro ore al giorno non è facile. I miei sono quattro e hanno tuttini loro momenti In cui mi odiano, ma diciamo che va bene dai. C’è da dire che alla prima esperienza ho scelto una famiglia con tre bambini MASCHI, e soprattutto dobbiamo sottolineare il fatto che figlia unica e che non sono abituata a stare molto tempo con i bambini dato che ho quattro cugini e solo uno è maschio. 😂
2. Si diventa au pair in modo moltosemplice, ci si iscrive su uno dei tanti siti per au pair o in un’agenzia che mette in contatto ragazze e famiglie e quando si trova la famiglia “giusta” si stabiliscono le “regole”.
3.   (Vedi il punto due.) Ovviamente la famiglia si deve scegliere in base ai propri gusti ed esigenze. Io ho trovato una famiglia che ama viaggiare e scoprire posti nuovi, ho cercato una famiglia in una città perché non potevo vivere ancora in un paese.
Secondo le regole del sito che ho utilizzato io una au pair, in Spagna, dev’essere pagata circa 70 euro a settimana. A me hanno anche detto che se ci si rivolge ad un’agenzia ti potrebbero pagare di più, ma non ne sono certa.
È vero che 70 euro non sono molti, ma è anche vero che una au pair non ha spese. Abbiamo vitto e alloggio compreso e secondo le regole del sito la famiglia dovrebbe pagare il volo. Inoltre, solitamente, si hanno anche le “ferie ” per Natale e, ovviamente, tutte le mattine sono libere.
Io ora come ora non so se consigliarlo perché mi trovo benissimo con la famiglia e abbastanza bene con i bimbi, ma è una cosa difficile. Non ci si può andare con leggerezza perché non tutti reggono un ritmo simile.
Il problema è che ci sono molte cose da ricordare e molti imprevisti a cui stare dietro e che devi cercare di risolvere completamente da sola perché in quel momento sei in casa con i bambini senza nessun altro.
A me piace molto stare qui e vivere la vita di questa città, muovermi e vedere posti nuovi, ma spesso si devono anche fare i conti con la distanza da casa e a volte è veramente dura.
È un’esperienza che secondo me fa crescere molto e ti fa assumere responsabilità che, magari, prima non erano necessariamente considerate tali, però si deve essere convinti di quello che si sta facendo perché se ci si va con l’idea che alla prima difficoltà ci si arrende non partite nemmeno.

 

Social 🌊


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *