Galizia tra miti e leggende.

Come sapete ho vissuto a Vigo per 5 mesi, a 10 minuti dall’oceano atlantico. Vi ho consigliato tante volte questa città per i suoi paesaggi.

A gennaio, ci sono tornata per la seconda volta ed ho scoperto il Poblado de Santa Tecla (o Tegra, in Galiziano).
Si trova nel punto più ad occidente della Galizia, sul Monte di Santa Tecla, nel comune della Guardia in provincia di Pontevedra. Da qui si può ammirare la foce del fiume Miño, che divide la Spagna dal Portogallo.

Celti in Galizia

Quando ho vissuto in Galizia ho scoperto che, molto probabilmente, i primi abitanti di questa regione erano Celti, infatti vi avevo anche parlato dell’origine di Halloween che deriverebbe dal Semaín.
Da sempre si è studiata la relazione tra Celti e Galizia e ogni volta ci sono nuove conferme. Gli studi sono sia genetici che linguistici, ma anche comportamentali.

Dal punto di vista linguistico sembrano esistere connessioni tra la lingua gaelica e alcuni termini usati ancora oggi in galiziano (gallego).
Sembrano, infatti, esserci tre diversi tipi di Gaelico nel mondo: uno comune dell’Irlanda, uno della Scozia e uno dell’Isola di Mann.

Anche nell’ambito dell’archeologia ci sono molte testimonianze, infatti la Galizia è ricchissima di fortezze, monoliti e tracce di simbologia celtica. Questa connessione sembra essere presente anche nella musica. Infatti, in Galizia possiamo notare un imponente utilizzo della cornamusa, cosa che l’avvicina molto alla cultura musicale irlandese e scozzese, ma che allo stesso tempo l’allontana dal resto della Spagna.

Un’altra cosa che accomuna questi due popoli è il legame che hanno col mare e con la navigazione in generale. La navigazione e la conoscenza del mare sono insite nella cultura galiziana da sempre. Inoltre, secondo studi genetici, sembra esserci una più elevata presenza di biondi in questa regione, rispetto al resto della Spagna.

Breve storia della scoperta di questo posto

Come detto in precedenza, in Galizia c’è un grandissimo numero di fortezze, proprio a Vigo, infatti, c’è O’ Castro, una fortezza storica che sorge su uno dei monti e da cui si può ammirare tutta la costa della città.

El Poblado de Santa Tecla è il più importante e conosciuto tra le fortezze della Galizia, nel 1931 è stato dichiarato Monumento storico artistico nazionale.
Una volta arrivati sul monte lo spettacolo che ci appare è meraviglioso. Possiamo ammirare i resti di un vero e proprio villaggio a strapiombo sull’oceano, su molte pietre è possibile scorgere incisioni rupestri risalenti a circa 2000 anni prima dell’occupazione della fortezza.

La loro importanza comincia a crescere quando Manuel Murguía, nel suo Storia della Galizia, afferma per la prima volta la possibile connessione con la razza Celtica, in particolare con la famiglia dei Galli.

Le rovine sono a strapiombo sull’oceano e si compongono di piccole capanne dalla pianta tonda e da una bassa muraglia che percorre tutta l’area del poblado.


Ovviamente, le capanne sono state ristrutturate e, credo, anche la muraglia, ma è interessante vedere come molte persone riuscissero a vivere in uno spazio così ristretto.

La Galizia è magica

Oltre alla storia e alle leggende che ci sono dietro la cosa che mi ha sempre affascinata della Galizia sono i paesaggi ed i colori che cambiano di giorno in giorno.
L’oceano è di un blu talmente forte e puro da commuovere e i cieli si tingono sempre di colori così forti e vividi da sembrare quasi innaturali.

Dal monte di Santa Tecla ho potuto ammirare uno degli spettacoli più belli che abbia mai visto, sono stata lì poco prima del tramonto, quando il cielo ha cominciato a prendere quelle sfumature di colore che amo tanto e mentre il sole scendeva tutto intorno a noi si tingeva di arancione e di rosa, sembrava di essere in un posto incantato.

Credo che almeno una volta nella vita tutti dovrebbero vedere questa splendida regione e a distanza di ormai due anni vorrei provare a raccontarvela un po’ meglio.

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