Santiago de Compostela in un giorno.

Quando ero a Vigo ho viaggiato molto per la Galizia. Infatti, in poco più di un’ora di treno si raggiungono città come Santiago de Compostela, Pontevedra e A Coruña.
Non so perché non vi ho parlato prima di questa città super carina e famosissima, in quanto meta finale del cammino di Santiago.

Santiago è raggiungibile in molti modi, oltre che attraverso il cammino di Santiago o il cammino portoghese, a Santiago c’è anche un aeroporto perfettamente collegato con i maggiori aeroporti d’Italia.
Purtroppo quando l’ho visitata io c’erano dei lavori in corso nella Cattedrale quindi non sono riuscita a visitarla, ma da fuori era comunque bellissima. Attualmente, però, i lavori sono terminati.

L’atmosfera che si respira è veramente magica, oltre ad avere un’architettura particolarissima, tipica della Galizia, è pieno di pellegrini che arrivano di fronte alla cattedrale dopo giorni e giorni di viaggio. Sono felici perché nonostante tutta la fatica fatta e tutti i chilometri percorsi ce l’hanno fatta, ed è veramente bello vedere la loro emozione.

Cosa vedere a Santiago?

Arrivata alla stazione quello che mi trovo davanti è una città normalissima. Per arrivare nel centro storico si deve camminare per circa 20 minuti. Uscendo dalla stazione si deve proseguire in direzione del parco de Alameda.

Un enorme parco con un ruscello, un giardino botanico ed al centro una piccola chiesa. In questo parco è presente anche un punto panoramico, il Miradoiro da Catedral, da cui è possibile ammirare tutta Santiago e soprattutto la Cattedrale.

La cosa particolare di questa città è che tutto il centro storico sorge intorno alla Cattedrale. Di fronte ad essa c’è la splendida Praza de Obradoiro dove sorge anche un antichissimo hotel costruito dai re cattolici come locanda per i pellegrini.

A sinistra della Cattedrale c’è un luogo che mi è piaciuto veramente molto perché sembrava un punto di ritrovo per tutti coloro che frequentano questa città, Praza das Praterias. È un luogo molto suggestivo perché è circondata da palazzi dall’architettura molto classica, tra cui anche la famosa torre dell’orologio anche chiamata torre de Berenguela.
Al centro della piazza c’è una grande fontana chiamata fonte de los caballos.  Dietro di essa c’è un’altra piazza, Praza de la Quintana, enorme e punto di ritrovo. Un vero spettacolo quando è bel tempo. Un’altra cosa molto carina da vedere è l’arco de Mazarelos, un piccolo arco in una zona leggermente fuori dal centro storico.

La cosa che più mi piace di Santiago è che non è molto grande quindi è totalmente percorribile a piedi e in una giornata intera è possibile vedere tutto. Ci sono moltissimi luoghi caratteristici in cui perdersi.
Io, ad esempio, ho usato il navigatore solo per arrivare in centro, da quel momento mi sono buttata a capofitto nell’esplorazione. Ho mangiato in uno dei primi localini che ho trovato vicino la cattedrale e che mi sembrava buono e successivamente sono ripartita con l’esplorazione.

Era una calda domenica di ottobre ed era strapieno di ragazzi. Infatti, Santiago è famosa anche per una delle università più famose della Spagna, e proprio per questo è stata dichiarata anche Capitale Europea della Cultura.

La concha de Santiago

Una volta arrivati a Santiago possiamo notare la presenza di una conchiglia bianca con un simbolo rosso, è ovunque: sulle indicazioni per il cammino di Santiago, incise su edifici e come simbolo dei pellegrini che affrontano il cammino di Santiago. 

Sembra che le sue origini risalgano a migliaia di anni fa, addirittura all’anno 43. In quell’anno l’apostolo Santiago venne ucciso in Giudea. Successivamente alcuni dei sui discepoli decisero di riportarlo in Spagna e proprio all’altezza delle Isole Cies, la nave che li trasportava si diresse verso la costa, più precisamente all’altezza di Bouzas, dove si stava celebrando un matrimonio.

Durante questa celebrazione gli invitati stavano facendo un gioco che consisteva nel montare a cavallo, tirare una lancia e raccoglierla prima che toccasse il suolo. Quando arrivò il turno dello sposo la lancia si diresse verso il mare, il cavaliere corse per afferrarla, ma lui e il cavallo affondarono.

I due riapparvero, qualche secondo dopo, molto più lontani ed accanto alla nave dei discepoli. Una volta ripresosi dallo spavento, il cavaliere si accorse che sia lui che il cavallo erano totalmente ricoperti da conchiglie, precisamente capesante.
I discepoli interpretarono questa cosa come un miracolo e lo invitarono a salire immediatamente a bordo. Mentre la nave si avvicinava alla costa il giovane e i discepoli iniziarono a parlare ed il ragazzo decise di convertirsi al cristianesimo.
I discepoli decisero che da quel momento tutti i fedeli che fossero andati a venerare il corpo del santo avrebbero dovuto portare una conchiglia con loro, i questo modo si creò il simbolo della conchiglia di Santiago.

I discepoli continuarono a navigare verso nord, sbarcarono sul  fiume Arousa e trasportarono il corpo fino a Padrón dove lo seppellirono. Negli anni la tomba venne dimenticata, fino al 813, quando delle persone scoprirono la tomba del santo. Pensando che fosse il corpo di un santo cominciarono a venerarne la tomba, ma solo nel giugno del 2011 il professor Enrique Alarcón, annunciò la scoperta di un’a iscrizione con il nome Jacob (Santiago in ebraico) sulla tomba dell’apostolo. Questo ne confermò l’identità.

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